Dicono di 'A qualcuno piace caldo'

Ieri sera ho avuto la fortuna di assistere al suo spettacolo 'A qualcuno piace caldo' e volevo ringraziarla. Da ricercatrice che nel suo piccolo tenta di fare divulgazione, apprezzo moltissimo il suo lavoro che, unendo la rigorosità dei dati scientifici all'arte (musica, danza, cinema...) riesce ad arrivare a tutti. La semplicità, unita a un pizzico di ironia e di homour, è secondo me la chiave per fare informazione su questi temi. Lo spettacolo arriva inoltre anche al lato emotivo di ciascuno di noi: personalmente mi ha dato più di tutto un senso di speranza, di 'qualcosa si può fare ed è già stato fatto' che è importante trasmettere alle persone. Posso solo immaginare il grande lavoro che sia dietro lo spettacolo, alla sua realizzazione, ma anche all'impegno per portarlo in giro per l'Italia.
Quindi nuovamente grazie.
Michela Rogora, ricercatrice CNR IRSA, Verbania


...poter assistere all’evento 'a qualcuno piace caldo' al festival Meteorologia 2019 di Rovereto è stato veramente un'incredibile viaggio satirico in quello che è ormai la realtà che stiamo vivendo, che ancora facciamo molta fatica ad accettare. Veramente complimenti per come hai condotto questo meraviglioso spettacolo.
Seby Scollo, Fotoreporter


La conferenza-spettacolo di Stefano Caserini, con Erminio Cella al pianoforte e Francesca Cella alla regia, è un viaggio di 80 minuti che trasporta in un posto elevato, permette una visione sorprendentemente ampia, mostra gli equilibri atmosferici nei lunghi periodi, i processi innescati dall'attività umana sui cicli fondamentali della natura, le dinamiche degli oceani e dei mari, dei ghiacciai, la danza della CO2 sul corpo un tempo sacro del pianeta. Ma assieme a questo, lo spettatore ha anche la possibilità di inquadrare, in un lampo di intelligenza, le dinamiche internazionali di un'informazione stoltamente abile, che con la battuta greve e facilona, il luogo comune accattivante, la sfilza di bullshit twittati e postati dai leader, da anchorman televisivi e soubrette, incentiva negli spettatori l'acquiescenza, l'ottusità. Caserini illustra i grafici computerizzati che sintetizzano decenni di rilevamenti dai satelliti e da stazioni metereologiche sparse su tutta la Terra, i carotaggi nei ghiacciai che arrivano a rilevare la composizione dell'atmosfera terrestre fino a 500.000 anni fa; modelli che poi si proiettano vertiginosamente avanti nel tempo, mostrando vari futuri possibili: i flussi delle temperatura del nostro pianeta come saranno nel 2100, i ghiacci dell'Antartide come si trasformeranno tra cinque secoli; ogni volta nella triplice opzione: quella di un'umanità che continua nella sua indifferenza, quella di un impegno moderato, quella di un impegno serio per garantire dignità di vita a chi verrà dopo di noi. E' una conferenza spettacolo che evoca una dinamica galileiana di lotta dell'intelligenza contro la presunzione di un potere che punta sull'inerzia delle grandi masse dei consumatori. Di qui il tono dolentemente ironico dell'oratore, sempre chiaro e documentatissimo, che si alterna, si sovrappone, si mescola alle note del pianoforte jazz di Erminio Cella, che con la sua brillante dolcezza, infonde coraggio, contribuisce a un senso di forza, di fiducia. La regista Francesca Cella, dalla sua postazione nascosta, governa sapientemente la successione delle immagini, il gioco delle luci, irrompe con i video. Il risultato è un lavoro scientifico e teatrale di grande freschezza ed efficacia. Si esce con le idee più chiare...
Caserini saggiamente conclude con le buone notizie, mostra il progresso degli investimenti nelle energie rinnovabili e soprattutto i segnali di una consapevolezza che si sta affermando. L'ostacolo è alto ma l'unione fa la forza e un senso di civiltà profondamente culturale può fare la differenza e segnare una nuova rotta. Altamente raccomandabile per trovare documenti, discussioni, aggiornamenti, visitare il sito curato da Stefano Caserini www.caserinik.it e anche www.climalteranti.it .
Andrea Angelucci, Circolo Culturale 'Angiola Bianchini' Fano


Grazie per questa bella rappresentazione della storia dei cambiamenti climatici. Un modo simpatico e creativo per informare e per far prendere coscienza della situazione in cui ci troviamo senza annoiare e senza spaventare. Complimenti per la chiarezza e per la capacità di riassumere così tanti dati in una forma narrativa e comprensibile a tutti. La mia personale stima per la pazienza e l'impegno profuso nella divulgazione di una materia così scomoda e osteggiata.
Manuela Martinuzzi, Architetto - Web Designer dall'animo green di Torino, www.manuelamartinuzzi.it


La ringrazio per avermi suggerito il pomeriggio all'Orto Botanico nella nostra città di Padova. E' stato un evento molto ben organizzato e, grazie all'aiuto della musica così magistralmente interpretata dal Maestro Erminio Cella, l'esposizione degli argomenti è stata molto fluida e veloce. Nessun momento di noia perché ben ritmata, con qualche punta d'ironia ben assettata. Linguaggio chiaro e per tutti (mia figlia ha 9 anni e non si è persa un colpo!). In un mondo dove tutto viene complicato o reso incomprensibile ad arte, nonostante si possa verificare ogni fonte ed ogni notizia e tuttavia si "prende" ciò che è più comodo, un racconto ben supportato da documenti, dati ed annotazioni sperimentali come quella con cui ci ha deliziati, mi convince sempre di più che si possa fare divulgazione scientifica in maniera semplice e divertente, convincendo tutti a fare ognuno il suo per salvare questo nostro mondo e migliorare il modo di vivere specie per le nuove generazioni, il futuro! Grazie.
Cesare Camani, consulente finanziario e Partner Azimut


Gentile professore, La ringrazio per essere venuto ad inaugurare la quarta edizione di Carpinscienza, la sua conferenza è stata apprezzata da tutti, docenti e studenti, è riuscito ad attirare l'attenzione dei presenti, nessuno fiatava e questo non era assolutamente scontato visto che la platea era composta da molti studenti provenienti da diverse scuole: liceo scientifico, tecnico industriale, commerciale e istituto professionale. Un grande apprezzamento anche per il pianista Erminio Cella e la professionalità della regista Francesca Cella.
Nadia Garuti, CarpinScienza


In un periodo storico dominato dall’illusione di un accesso facile e libero alla conoscenza mi pare invece sempre più difficile informarsi ed approfondire le notizie, soprattutto quelle controverse e con ripercussioni “politiche”. Anche per questo motivo ho trovato prezioso lo spettacolo di Stefano Caserini che affronta un tema così cruciale con il rigore dell’accademico e la leggerezza dell’intrattenitore. Ho particolarmente apprezzato, inoltre, la citazione delle fonti ed il suggerimento di testi e siti per chi desideri esaminare più a fondo certi temi. Il linguaggio è semplice ed accattivante con largo uso di immagini anche molto belle, ed è per questo godibile sia per chi ignora il tema del cambiamento climatico sia per chi invece vuole approfondire. Per un’amante di musica e cinema, poi, la serata è stata ancor più gradita.
Isabella Porqueddu, ingegnere ambientale


Ho trovato molto elegante e piacevole l’accoppiata musica/dati, ad esempio con la danza delle emissioni nel corso degli anni che dava questa idea della crescita inesorabile e rapidissima delle emissioni.
Trovo anche molto efficace l’uso dei colori che risultano molto più immediati dei grafici con ascisse e ordinate per chi non è abituato a leggere appunto i grafici. Ho apprezzato molto anche l’uso di diversi libri e perfino di spunti filosofici.
Sergio Fedele, Cooperativa www.energia-positiva.it


Ho assistito con piacere crescente allo spettacolo. Lo trovo perfetto per proporlo nella mia scuola superiore. Mi sto attivando per proporlo per l'ormai prossimo anno scolastico . In particolare mi è sembrata ben riuscita l'idea di combinare musica ed immagini . Un film angosciante davanti agli occhi con una musica che ci apre alla speranza ed alla leggerezza...
Grazie!
Rosina Ruatti, Insegnante IISS GALILEI Bolzano


Un'opera ben riuscita, che affronta con serietà e scientificità il tema dell'allarmante cambiamento climatico, senza tuttavia tralasciare la giusta dose di ironia che aiuta a riflettere sulle conseguenze del fenomeno. La musica jazz, gli aspetti multimediali e il linguaggio semplice e preciso aiutano a rendere lo spettacolo leggero, nonostante l'importante questione trattata; per tale motivo si configura come un incontro a cui possono partecipare sia professionisti che non esperti del settore.
Adriano Murachelli, Presidente di AIAT - Associazione Ingegneri per l'Ambiente e il Territorio


“A qualcuno piace caldo” è uno spettacolo che coinvolge, diverte, incuriosisce ma soprattutto, racconta. E’ infatti di una storia, la nostra storia, che Stefano Caserini si serve per guidarci in quel complesso mondo chiamato “climate change”, una realtà che sfortunatamente ogni giorno di più rischia di mancare il proprio agognato happy end. Parlare di cambiamento climatico è sempre difficile, eppure l’ironia di Caserini unita alle note jazz di Erminio Cella riescono comunque a intrattenere i più esperti, accompagnare i meno e infine riunire tutti quanti nella speranza che insieme qualcosa ancora si possa fare. Che in fondo ci sia ancora molto, ma proprio tanto, da raccontare.
Francesca Camilla Bruno, Ingegnere Ambientale e Fotografa Professionista, fondatrice di www.worldclimaps.com/


“A qualcuno piace caldo” è uno spettacolo tanto efficace quanto coinvolgente, informativo, mai banale, piacevole. Il clima che cambia, il riscaldamento globale, i problemi che ne derivano, un futuro complicato, le azioni da intraprendere, sono raccontanti con passione e precisione, a tempo di jazz.
Un dialogo scientifico ricco di contenuti che viaggia in un binario di arte, cinema, fotografia, musica, informazione e social network. Stefano Caserini, accompagnato dal pianoforte impeccabile di Erminio Cella e dall’efficace regia di Francesca Cella, racconta in modo semplice, divertente ma attento, la storia dei nostri giorni e quello che ci potrebbe aspettare se non cambieremo il nostro modo di vivere su questo pianeta.
Fabio Cian, Università Ca’ Foscari Venezia


Caro Stefano, vorrei ringraziarti per la conferenza di lunedì sera: una straordinaria performance che intreccia l’emotività indotta dalla musica jazz (irrazionale) con la spettacolarità del disastro ambientale (razionale).
Un piccolo gioiello di comunicazione a cui noi docenti dovremmo guardare. Guardare come esempio da imitare nell'ambito di quella richiesta di dissemination che la Comunità Europea chiede a ogni ricercatore e che entra nella valutazione del suo lavoro.
Peccato che non sia stata registrata perché la risentirei e la risentirei 100 volte. Grazie ancora.
Elio (Lello) Piazza, Dipartimento di Matematica, Politecnico di Milano


Il vero fuoco che riscalda il pianeta, causando l'esodo di milioni di persone, danni alle infrastrutture e calo delle rendite agricole è la scarsa se non nulla consapevolezza dell'enorme trasformazione di cui siamo testimoni. A qualcuno piace caldo è un tentativo di alzarne il livello, tramite l'uso di strumenti accattivanti: la musica, il cinema e la grafica computerizzata mirabilmente assemblati in una pièce teatrale godibile, rigorosa e accurata. Le brutte notizie vanno somministrate con delicatezza: Caserini e Cella ne hanno tanta, insieme a passione ed ironia. Per ragioni di lavoro avevo avuto modo di incontrare Caserini e leggere i suoi lavori. Quando seppi che aveva messo in piedi lo spettacolo non ho avuto alcuna esitazione ad assistere, certo della resa e la fiducia fu ben riposta. È uno spettacolo che fa bene vedere per i contenuti che propone ma è soprattutto un gran bello spettacolo.
Giorgio Capurri, esperto di finanza del clima


Running wild, hot jazz e Marylin la bomba bionda, per parlare del pianeta che “A qualcuno piace caldo”. Il film è del 58 e nello stesso anno David Keeling inizia a misurare il riscaldamento globale. Inizia così la danza del grafico dell’andamento della CO2, una bellezza! Grazie a Caserini che con i Cella è capace di parlarci con chiarezza scientifica, intelligenza ed ironia di un tema così caldo e di portarcelo vicino, fino ad aiutarci a fare delle scelte.
Elena Bonapace, Italian Climate Network


Ho assistito allo spettacolo “A qualcuno piace caldo” tenutosi presso l'Auditorium del Politecnico di Milano. Ho trovato lo spettacolo molto interessante oltre che piacevole. Stefano Caserini, che era accompagnato dal bravo pianista Erminio Cella, è riuscito a fare divulgazione scientifica divertendo. È stato molto interessante il racconto della storia (dalle sue origini) della scoperta dell’innalzamento della temperatura atmosferica. Caserini è riuscito a comunicare, in modo preciso e scientifico, l’importanza del tema e l’urgenza di politiche globali per contrastare l’innalzamento della temperatura; ha riportato dati e proiettato animazioni di facile comprensione anche ai non esperti del settore. Il messaggio (alleggerito dal buon repertorio musicale che si alterava con il monologo di Caserini) è stato di preoccupazione per gli effetti già in atto del cambiamento climatico ma anche di ottimismo per le possibili azioni per contrastarlo. Sicuramente uno spettacolo da riproporre (specialmente ai giovani)
Carlo Riva, Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, Politecnico di Milano


Lo spettacolo di Stefano Caserini è istruttivo, ma anche divertente, eticamente impellente ma anche didattico. Ripercorre con dovizia di dati il tema sempre più pressante del clima che sta cambiando, accompagnando per mano lo spettatore nei meandri non sempre facili dell'informazione scientifica con chiarezza e capacità di coinvolgimento, grazie a video, musica jazz e spezzoni di film. Chi immaginava che un ingegnere, professore del Politecnico, fosse così ironico e teatralmente efficace?
Matteo Reale, Business Advisor


Ho avuto modo di assistere allo spettacolo “A qualcuno Piace Caldo” qualche tempo fa.
Mi ha colpito come gli autori siano stati in grado di presentare, con semplicità e chiarezza, ad un pubblico eterogeneo, non necessariamente di addetti ai lavori, un tema sicuramente complesso come quello del cambiamento climatico. Lo spettacolo ha impresso nella memoria dei partecipanti alcune informazioni importanti risultando nel contempo spassoso e particolarmente piacevole grazie all’accompagnamento musicale. La speranza che coltivo è che le persone che hanno l’opportunità di prendere parte ad eventi incisivi come questo diventino a loro volta strumenti di diffusione di questa consapevolezza perché agire per mitigare il cambiamento climatico si deve e si può.
Maria Rosa, Servizio Stato dell’Ambiente, Dipartimento ARPAV Provinciale di Treviso